Il creator: dimensione e qualità della community
Il compenso di un influencer cresce in genere con la sua community, ma il numero di follower è solo il punto di partenza. Pesano anche il coinvolgimento reale, la specializzazione (per un brand di skincare, un creator seguito per le sue recensioni di skincare può valere più di un profilo generalista con più follower), la qualità di produzione dei contenuti e quanto il profilo è richiesto dai brand in quel periodo.
Per questo due creator con gli stessi follower possono avere quotazioni molto diverse, ed è normale che sia così.
Formati e numero di contenuti
Una serie di storie, un reel, un carosello, un video TikTok o un video su YouTube richiedono tempi di ideazione e produzione diversi, e quindi costi diversi. Contano anche il numero di contenuti, le eventuali riprese in esterna o in negozio e la presenza a un evento.
- Storie Instagram: veloci da produrre, restano visibili 24 ore.
- Reel e video TikTok: più lavoro di ideazione e montaggio; spesso lo stesso video viene pubblicato su entrambe le piattaforme.
- Caroselli e post: utili per collezioni e prodotti da mostrare nel dettaglio.
- Presenza a eventi e opening: si aggiungono tempo, spostamenti e la copertura social prima, durante e dopo.
- Pubblicazione in collaborazione con il profilo del brand: il contenuto compare anche sul suo profilo.
Diritti d’uso, sponsorizzazione ed esclusive
Spesso è la voce che fa la differenza più grande ed è anche quella che i preventivi descrivono peggio. Se il brand vuole riutilizzare i contenuti in pubblicità o sponsorizzarli dal profilo del creator, il compenso tiene conto di canali e durata: diritti d’uso in pubblicità per un periodo limitato costano meno di diritti estesi su più canali e per più mesi.
L’esclusiva di categoria, cioè l’impegno del creator a non lavorare con concorrenti per un certo periodo, ha un costo perché gli toglie altre collaborazioni. Va chiesta solo quando serve, e con una durata ragionevole.
Durata e continuità
Una campagna singola, legata a un lancio o a una promozione, e un’attività continuativa si costruiscono in modo diverso. Le collaborazioni lunghe permettono di pianificare meglio e di creare un rapporto più credibile tra creator e brand, come una strategia TikTok always-on o un progetto annuale di contenuti per un punto vendita.
Cosa fa l’agenzia oltre ai creator
Il preventivo di un’agenzia comprende anche il lavoro che sta intorno ai contenuti. Più servizi servono, più ore di lavoro ci sono dietro.
- Strategia, scelta dei creator e negoziazione.
- Contratti, diritti d’uso e controllo delle diciture pubblicitarie.
- Brief e script ai creator, approvazione dei contenuti con il brand.
- Spedizione dei prodotti: nel seeding su larga scala la logistica è una parte importante del lavoro.
- Eventi e attivazioni in negozio.
- Monitoraggio, report finale e archivio dei contenuti.
Il seeding costa meno?
Il seeding è l’invio di prodotti a una rete di creator, senza obbligo di pubblicazione: non ci sono compensi per i contenuti, ma ci sono il valore dei prodotti, le spedizioni e il lavoro di selezione e coordinamento, che con centinaia di creator per wave è consistente; se il creator ne parla, il contenuto va comunque dichiarato (per esempio «prodotto inviato da…»). È una scelta adatta quando conta raggiungere molte persone con contenuti spontanei, meno quando servono messaggi precisi o tempi certi.
Come leggere un preventivo e chiederne uno utile
Un preventivo chiaro elenca, per ogni creator, formati e numero di contenuti, date di pubblicazione, diritti d’uso con canali e durata, eventuale esclusiva e sponsorizzazione, e separa i compensi dei creator dai servizi dell’agenzia. Se due preventivi sembrano lontani, quasi sempre la differenza è in una di queste voci.
Per ricevere una proposta utile raccontate l’obiettivo, il prodotto, le piattaforme, il periodo e un budget indicativo, anche solo come fascia: permette di proporre il mix giusto invece di una lista di nomi. È quello che chiediamo nella richiesta di quotazione del nostro sito.