Cosa fa un’agenzia per influencer
Il talent management, cioè la rappresentanza di influencer e creator, nasce da un’esigenza semplice: quando le proposte dei brand diventano tante, gestirle bene richiede tempo e competenze che hanno poco a che fare con la creazione di contenuti. Rispondere alle richieste, capire quali hanno senso, discutere compensi e diritti, leggere i contratti, rispettare le scadenze, fatturare e incassare: è un secondo lavoro.
L’agenzia se ne fa carico e, in più, porta al creator collaborazioni che da solo non avrebbe intercettato, perché è in contatto ogni giorno con brand e agenzie che cercano profili. In Amagency questo lavoro lo fa la divisione Talent Management, che rappresenta creator su Instagram e TikTok, soprattutto di moda, beauty e lifestyle.
Non tutte le agenzie lavorano allo stesso modo. Alcune gestiscono molti creator con un approccio quasi solo commerciale; altre, come le agenzie boutique, seguono un roster più ristretto con un rapporto più stretto tra talent e manager. Per il creator la differenza si vede nella qualità delle proposte, nella cura dei contratti e nel tempo dedicato a lui.
Cosa fa un talent manager, giorno per giorno
Il talent manager è il referente del creator nei rapporti con i brand. Le sue attività principali:
- valuta le proposte in arrivo e dice di no a quelle che non c’entrano con il profilo;
- cerca nuove collaborazioni presentando il creator ai brand;
- negozia compensi, formati, tempi, diritti d’uso ed esclusive;
- verifica i contratti con l’ufficio legale e ne segue le scadenze;
- coordina brief, approvazione e pubblicazione dei contenuti;
- segue fatturazione e pagamenti, collaborazione per collaborazione;
- lavora con il creator su posizionamento e linea editoriale del profilo.
Il lavoro sul personal brand
Un buon talent manager non pensa solo alla prossima collaborazione. Aiuta il creator a capire per cosa vuole essere riconosciuto, quali brand sono coerenti con il suo pubblico e quali proposte, anche ben pagate, rischiano di indebolire la fiducia della community. È un lavoro di lungo periodo: le collaborazioni più solide nascono quando il brand e il creator si scelgono a vicenda.
Come si entra in un roster
Ogni agenzia ha i suoi criteri. In Amagency il percorso ha tre passaggi: la candidatura con i profili social e una breve presentazione, un colloquio per conoscersi e parlare di obiettivi e aspettative, e una proposta di rappresentanza scritta, con le condizioni della collaborazione. Valutiamo l’autenticità, la qualità dei contenuti e il coinvolgimento della community più del numero di follower.
Il colloquio serve a entrambe le parti: il creator capisce come lavora l’agenzia e con quali brand, l’agenzia capisce se il profilo è in linea con il roster e se può davvero aiutarlo a crescere. È il momento giusto per fare tutte le domande sul contratto.
Il contratto di rappresentanza: cosa guardare
Prima di firmare con qualsiasi agenzia, leggete con attenzione questi punti e fatevi spiegare quelli che non sono chiari.
- Esclusiva e ambito: l’agenzia vi rappresenta per tutte le collaborazioni o solo per alcune piattaforme o settori?
- Durata e recesso: quanto dura l’accordo e come si può interrompere.
- Compenso dell’agenzia: la percentuale e su quali collaborazioni si applica.
- Pagamenti: tempi e rendiconto di ogni incasso.
- Proposte dirette: cosa succede quando un brand vi contatta senza passare dall’agenzia.
- Contratti con i brand: chi li firma e chi li controlla.
Quando ha senso affidarsi a un’agenzia
Se le collaborazioni sono poche e occasionali, gestirle da soli è possibile. L’agenzia diventa utile quando le proposte crescono, quando servono contratti più complessi, con diritti d’uso, esclusive e campagne su più piattaforme, o quando volete costruire un percorso con brand più strutturati. Diffidate di chi promette guadagni certi o un numero garantito di collaborazioni: nessuno può farlo seriamente.
Le regole valgono anche per i creator
In Italia ogni contenuto promozionale deve essere riconoscibile subito come pubblicità, anche quando il compenso è un prodotto in regalo. Per chi raggiunge almeno 500.000 follower o un milione di visualizzazioni medie mensili su una piattaforma si aggiungono gli obblighi delle Linee guida e del Codice di condotta AGCOM, tra cui l’iscrizione all’elenco degli influencer rilevanti. Un’agenzia seria aiuta il creator a rispettarle in ogni collaborazione; trovate i dettagli nella guida sulle regole AGCOM per gli influencer.